sidralake: (fangirl)
Cow-t, settima settimana, M8
Prompt: Sangue
Parole: 764
Note: a Miriam, che ha creato i personaggi e ad Alexiel che ha interpretato Lionel come se fosse in corsa per vincere la presidenza <3


Cena con delitto )
sidralake: (fangirl)
Cow-t, settima settimana, M8
Prompt: Sangue
Parole: 3348
Note: riletta parzialmente e... *va a nascondersi* altri tempi, altri luoghi.


C'è del sangue. Tipo ogni due righe. )
sidralake: (fangirl)
Cow-t, settima settimana, M3
Prompt: Spensieratezza/Preoccupazione
Parole: 231
Note: a Yellow Canadair e a Gwyn Lionheart, vi voglio bene e siete delle OC bellissime <3

Lilian e Gwyn )
sidralake: (fangirl)
Cow-t, settima settimana, M3
Prompt: Allegro/Afflitto
Parole: 2518


Raven dà spettacolo )
sidralake: (fangirl)
Cow-t, settima settimana, M3
Prompt: Falsità/Verità
Parole: 3277


Lewis vs Shirami )
sidralake: (fangirl)
Cow-t, settima settimana, M7
Prompt: Immortalità
Parole: 785
Non riletto....


Di donne caparbie e di minacce )
sidralake: (fangirl)
Cow-t, settima settimana, M6
Prompt: Prima Volta
Parole: 3113


Alla caccia di Miss Bastet )
sidralake: (fangirl)
Cow-t, settima settimana, M5
Prompt: Sentimento
Parole: 5029



Straziamenti non richiesti e daddy kink involontari )
sidralake: (fangirl)
Cow-t, sesta settimana, M3.
Prompt: Tema Libero
Parole: 300


Blue ha colpito Red con una fiancata - gli ha salvato la vita - e il grido di Lance risuona frammezzato di ordini a Pidge e Hunk.

Keith lo sente nel casco, spaventato ma risoluto, e l’udito è l’unico senso che sembra ancora rispondergli. Avverte la pensantezza del corpo, eppure non riesce ad aprire gli occhi. Allura ripete il suo nome, la voce rotta, ma lui ha la bocca impastata e sente il sangue bagnargli le labbra e scendergli in gola.

Non doveva andare così, ed è troppo tardi per pensarci. Non c’è più rabbia in lui, c’è solo il rimorso per averli trascinati tutti verso una disfatta.

Vorrebbe ordinare loro di fuggire, non pensare a lui, salvarsi.

Red gli solletica la coscienza con un ringhio. Se fosse fisico, probabilmente lo avrebbe spaventato, perché è arrabbiata anche lei, è a terra e vuole rialzarsi, combattere, vendicarsi. Ma Keith non ha energie. Si è buttato nell’impresa convinto di ritrovare Shiro, e ha fallito. Per una volta, preferisce l’oblio.


Quando riapre gli occhi è ancora vivo. Il dolore lo ha intorpidito, ma gli ha lasciato una nota di sollievo da sopravvissuto; mette a fuoco le pareti - il Castello - e poi vede i volti che lo scrutano. Anche lì c’è una sorta di consolazione. Sono in quattro. Hunk, Pidge, Allura e Coran.

Lo stomaco gli si attorciglia.

“Dov’è... Lance?” mormora, la bocca secca. Solo Coran non ha gli occhi vitrei di lacrime, ma è così spento che fa quasi più male. Sembra l’unico in grado di rispondere.

“Mi dispiace Keith” e il paladino rosso vorrebbe dirgli di non continuare, ma è un desiderio irrealizzabile che non cambierebbe le cose. “Il Principe Lotor ha preso sia lui che il Leone Blue. Non abbiamo notizie”

Keith sa solo che è tutta colpa sua.
sidralake: (fangirl)
Cow-t, sesta settimana, M3
Prompt: Tema Libero
Parole: 300



Keith rabbrividisce al contatto delle dita metalliche con la pelle, quando queste gli alzano la maglietta. Vagano come avrebbero fatto - come hanno già fatto - le dita vere, ma la sensazione rimane diversa e nuova. Riesce a mascherare tutto nel gemito che gli sfugge dalle labbra mentre la bocca di Shiro è su di lui, il suo nome mormorato con un desiderio che trascende l’atto e sa talmente di nostalgia che il cuore di Keith si perde in battiti scoordinati. Le dita artificiali lo sollevano sulla scrivania della cabina e, ancora, il moretto sobbalza dentro. Ha bisogno di socchiudere appena gli occhi e vederlo e darsi dell’idiota, perché è Shiro, è tornato, è vivo, sono di nuovo insieme.

Cerca di cacciare il groppo che ha in gola più in basso che può, il più lontano possibile dal petto dove il sollievo e il desiderio tengono il ritmo di quello che sta succedendo.

Keith chiude di nuovo gli occhi e non vede le cicatrici. L’attaccatura dell’arto robotico. Il ciuffo bianco.

Vuole solo sentire Shiro. Anche se le sue dita delineano muscoli nuovi e i gesti sono più decisi, più rudi, più possessivi e smaniosi.

Non se ne lamenta; c’è un che di selvaggio e conturbante che si sposa con una parte di sé che Keith sa di non voler indagare, che più resta nascosta e lontana più le cose manterranno un barlume di normalità.

Anche se Shiro non è più lo stesso di quando è partito e l’incertezza è una nuova costante; ma neanche Keith è sicuro di qualcosa, a cominciare proprio dalle sensazioni nuove che si sono risvegliate in lui da quando è nello spazio.

C’è un’essenza che gli scorre nelle vene, sottopelle, e preme per uscire. La percepisce, la sente quando affonda la lama

E ne ha paura.
sidralake: (fangirl)
Cow-t, sesta settimana, M3
Prompt: Tema Libero
Parole: 300


Le urla non smettono. Shiro non ne può più di sentirle, lo stanno facendo diventare pazzo. Riecheggiano nei corridoi vuoti, nelle celle mute dell’astronave prigione. Lì, in infermeria dov’è lui sono così forti che gli fanno male le tempie.

E Shiro non riesce a smettere di muoversi, di scalciare, di strattonare le cinghie. Si è svegliato, crede, neanche ha memoria di essersi addormentato, però la sensazione ovattata dei sensi permane come da un sogno, di quelli dove hai la sensazione di cadere, precipitare, e aspetti solo l’impatto col terreno che sarà sempre meglio dell’immaginare come sarà.

In quei mesi, Shiro di cose ne ha viste troppe che la fantasia gli sembra qualcosa di stupido e anzi, pericoloso. Perché non c’è mai fine al peggio, ha compreso, ed è meglio attenersi ai dati tangibili, alla realtà, per quanto, tutte le volte che si ferma a riconsiderarla, gli sembra un altro brutto incubo senza via d’uscita.

Gli fa male il petto, come se fosse senz’aria, come se i polmoni fossero stati espansi al massimo e poi svuotati di colpo. Gli fa male la gola. E qualcosa pulsa, straziante, e non è il cuore; ha la bocca secca, la vista sfuocata.

“Quanto baccano”

Una voce troppo vicina riesce a penetrare le grida. Con una siringa anestetica in mano, due occhi gialli in un volto viola scrutano con fastidio Shiro e lui-

Lui vorrebbe dirgli di stare lontano - è stanco, prosciugato, desidera che tutto finisca - ma non ci riesce perché la sua bocca è già impegnata.

Sta urlando.

Comprende solo in quel momento di essere lui la fonte.

E il motivo lo colpisce con la potenza del ricordo.

L’arena. Uno scontro impari. Il suo sangue. Il suo-

Quando guarda il braccio destro non lo trova.

E il dolore torna a pulsare ovunque.

sidralake: (fangirl)
Cow-t, sesta settimana, M3
Prompt: Tema Libero
N° Parole: 300
Note: drabble ispirata a questa fanart.



Stavano litigando.

La solita inezia, un motivo dimenticato in favore degli insulti.

O almeno credeva, finché ha notato il corpo di Lance tremare, gli occhi inumidirsi e i lineamenti afflosciarsi.

Lance lo afferra per le braccia e poi si accartoccia su se stesso, trascinando entrambi a terra. Si chiude a uovo e un singhiozzo rompe il silenzio.

Non un rumore forte, ma la sala allenamenti è vuota e rimbomba tra le pareti e nelle orecchie di Keith, frastornato dal non capire come siano finiti così.

“Uh… Lance” lo chiama, toccandogli circospetto una spalla. Sta soffrendo, lo sente dai muscoli contratti, ma non comprende il motivo. “Ehi… va tutto bene” tenta, tenendo a bada il panico in fondo allo stomaco.

Teme di aver detto o fatto qualcosa che lo ha ferito. Per quanto l’altro non ricopra il suo ideale di frequentazione, è un suo compagno, qualcuno molto vicino a un amico, ammette.

Il verso che produce Lance è strozzato, tra un singulto e un gemito, e il moro avverte le lacrime bagnargli il braccio tenuto stretto, ma non si scosta. Ha idea che allontandosi il paladino blu cadrà a pezzi.

“Ho… ho detto qualcosa?”

L’altro scuote la testa così forte che Keith vorrebbe afferrargliela. Almeno, pensa, non sta piangendo per colpa sua.

“Sono-” finalmente parla, ma si blocca. Keith stringe la presa sulla sua spalla, nell’intento di comunicargli ti ascolto, avanti. “Sono scomparso... ” farfuglia. “Non sanno... che sono vivo”

Il petto di Keith è il primo a realizzare. Seguono i pensieri - il vuoto, perché per lui non è così. Ma anche a lui quelle figure familiari mancano e ha la sensazione di capirlo.

“Lance” non sa cosa sta per dire, ma lo dice, e si curva un po’ su di lui, cingendolo. “Ti riporterò a casa. Andrà tutto bene”  

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