sidralake: (fangirl)
Cow-t, sesta settimana, M3
Prompt: Tema Libero
Parole: 300



Keith rabbrividisce al contatto delle dita metalliche con la pelle, quando queste gli alzano la maglietta. Vagano come avrebbero fatto - come hanno già fatto - le dita vere, ma la sensazione rimane diversa e nuova. Riesce a mascherare tutto nel gemito che gli sfugge dalle labbra mentre la bocca di Shiro è su di lui, il suo nome mormorato con un desiderio che trascende l’atto e sa talmente di nostalgia che il cuore di Keith si perde in battiti scoordinati. Le dita artificiali lo sollevano sulla scrivania della cabina e, ancora, il moretto sobbalza dentro. Ha bisogno di socchiudere appena gli occhi e vederlo e darsi dell’idiota, perché è Shiro, è tornato, è vivo, sono di nuovo insieme.

Cerca di cacciare il groppo che ha in gola più in basso che può, il più lontano possibile dal petto dove il sollievo e il desiderio tengono il ritmo di quello che sta succedendo.

Keith chiude di nuovo gli occhi e non vede le cicatrici. L’attaccatura dell’arto robotico. Il ciuffo bianco.

Vuole solo sentire Shiro. Anche se le sue dita delineano muscoli nuovi e i gesti sono più decisi, più rudi, più possessivi e smaniosi.

Non se ne lamenta; c’è un che di selvaggio e conturbante che si sposa con una parte di sé che Keith sa di non voler indagare, che più resta nascosta e lontana più le cose manterranno un barlume di normalità.

Anche se Shiro non è più lo stesso di quando è partito e l’incertezza è una nuova costante; ma neanche Keith è sicuro di qualcosa, a cominciare proprio dalle sensazioni nuove che si sono risvegliate in lui da quando è nello spazio.

C’è un’essenza che gli scorre nelle vene, sottopelle, e preme per uscire. La percepisce, la sente quando affonda la lama

E ne ha paura.
sidralake: (fangirl)
Cow-t, sesta settimana, M3
Prompt: Tema Libero
Parole: 300


Le urla non smettono. Shiro non ne può più di sentirle, lo stanno facendo diventare pazzo. Riecheggiano nei corridoi vuoti, nelle celle mute dell’astronave prigione. Lì, in infermeria dov’è lui sono così forti che gli fanno male le tempie.

E Shiro non riesce a smettere di muoversi, di scalciare, di strattonare le cinghie. Si è svegliato, crede, neanche ha memoria di essersi addormentato, però la sensazione ovattata dei sensi permane come da un sogno, di quelli dove hai la sensazione di cadere, precipitare, e aspetti solo l’impatto col terreno che sarà sempre meglio dell’immaginare come sarà.

In quei mesi, Shiro di cose ne ha viste troppe che la fantasia gli sembra qualcosa di stupido e anzi, pericoloso. Perché non c’è mai fine al peggio, ha compreso, ed è meglio attenersi ai dati tangibili, alla realtà, per quanto, tutte le volte che si ferma a riconsiderarla, gli sembra un altro brutto incubo senza via d’uscita.

Gli fa male il petto, come se fosse senz’aria, come se i polmoni fossero stati espansi al massimo e poi svuotati di colpo. Gli fa male la gola. E qualcosa pulsa, straziante, e non è il cuore; ha la bocca secca, la vista sfuocata.

“Quanto baccano”

Una voce troppo vicina riesce a penetrare le grida. Con una siringa anestetica in mano, due occhi gialli in un volto viola scrutano con fastidio Shiro e lui-

Lui vorrebbe dirgli di stare lontano - è stanco, prosciugato, desidera che tutto finisca - ma non ci riesce perché la sua bocca è già impegnata.

Sta urlando.

Comprende solo in quel momento di essere lui la fonte.

E il motivo lo colpisce con la potenza del ricordo.

L’arena. Uno scontro impari. Il suo sangue. Il suo-

Quando guarda il braccio destro non lo trova.

E il dolore torna a pulsare ovunque.

April 2017

S M T W T F S
       1
2345678
91011 12131415
16171819202122
23 24 25 26 272829
30      

Syndicate

RSS Atom

Most Popular Tags

Style Credit

Expand Cut Tags

No cut tags
Page generated Jul. 25th, 2017 08:31 pm
Powered by Dreamwidth Studios