[Good Omens] An afternoon like any other
Feb. 22nd, 2020 10:44 pmCow-t, terza settimana, M2
Prompt: Mitologia Cristiana
Numero Parole: 553
Rating: SAFE
Aziraphale occhieggiò al bicchiere di Crowley che veniva riempito per l'ennesima volta, ma finse indifferenza mentre addentava la quarta fetta di torta.
Era il tardo pomeriggio di un sabato qualsiasi post Apocalisse. Nulla di nuovo, nulla di vecchio all'orizzonte. La tranquillità era qualcosa che suonava sospetta, ma era facile distrarsi dal pensare a qualcos'altro - ma cosa peggio dell'apocalisse? - che potesse distruggere il creato. Ed era diverso tempo che Aziraphale e Crowley avevano iniziato a distrarsi insieme. Come quel pomeriggio. Una specie di routine loro che aveva come base il vedersi, e il frequentarsi, di più. In fondo, avevano salvaguardato la vita del mondo, letteralmente. Concedersi del tempo per loro, da buoni amici, da... qualcosa in più, era un vezzo che potevano permettersi. Che, secondo Crowley, dovevano permettersi.
Quindi eccoli lì, in un pub che avevano scoperto da poco ma che sembrava fatto apposta per loro: tutto il caffè e i liquori che Crowley potesse desiderare (e, se non c'erano, bastava uno schiocco di dita per farli apparire, con sorpresa annessa del proprietario) e un assortimento di dolci che teneva Aziraphale seduto lì anche quattro ore per rendere onore alla cucina del compagno del proprietario, un ragazzo dalle guance tonde che diventava tutto rosso ai complimenti dell'angelo e prendeva note scrupolose su cosa cambiare o aggiungere nei dessert che preparava.
Ma quel pomeriggio il discorso era tutt'altro e Aziraphale si chiese se non fosse colpa di tutti quei bicchieri che Crowley stava buttando giù come acqua liscia.
"... qualcuno dice che sia successo dopo la congiura a Cesare, mah, io credo prima. C'era sempre un sacco di casino all'epoca, C'è sempre un sacco di casino. Sempre. Però un giorno è arrivato questo dispaccio che diceva "Da oggi si parla Latino". Ed è stata la svolta. Perché? Non lo so. Ma io ero già avanti, quindi ehi, finalmente! Basta parlare a sputi e suoni gutturali stupidi! Poi vuoi mettere col latino? È stato un gran macello all'inizio con le declinazioni, ma poi è andata meglio. Ma anche peggio, perché era più facile creare formule per esorcizzarci. Ma non erano problemi miei."
Aziraphale masticò di gusto il pezzo di Sacher con la torta di arance amara al punto giusto. Ricordava a malapena di aver chiesto il perché del Latino - gli era appunto capitato un libro di esorcismi tra le mani quella mattina - ma era un pourparler per ammazzare l'attesa di ricevere il dolce. Crowley invece, colpa anche l'essere brillo, aveva preso la palla al balzo.
"... ma l'ignoranza è rimasta per parecchio tempo. Vedevi queste mezze calzette di demoni ripiombare all'inferno col culo per terra al primo Vivamus mea Lesbia, atque amemus, rumoresque senum severiorum, omnes unius aestimemus assis! credendo di venir esorcizzati, invece qualcuno stava solo decantando un verso poetico. Insomma, non è stato un gran periodo per il lavoro. Ma ehi, ne abbiamo fatti di passi in avanti? O forse no. No, non con tutte quelle serie tv dove con due parole di latino risolvono la situazione... anche l'esorcismo è una pratica complicata che richiede il suo tempo."
Aziraphale pensò onestamente di meritarsi un'altra fetta di torta se Crowley aveva intenzione di andare avanti con quel discorso. O forse doveva aspettarsi davvero che qualcosa di peggio dell'apocalisse potesse piombare su di loro? Tipo... la noia?
Nel dubbio, chiese una crêpe.