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Cow-T, quinta settimana, M1

Prompt: Scontro

Numero parole: 1101

Rating: SAFE


Fandom: Voltron LD

Personaggi/Ship: Shiro, Allura, Veronica, Lance, altri

Note: da qualche parte durante la S8 sull’Atlas. Ispirata a questa fanart: https://twitter.com/comettron/status/1105170442208198657  



Lance si lamentava che anche sull'Atlas non c'erano mai veramente momenti di riposo o, più sintetico, di "cazzeggio". Ok, era il nuovo Castello dei Leoni e, ok, stavano combattendo una guerra, ma quando staccavano dalla ricognizione o da piccole e marginali combattimenti, avrebbe preferito potersi svaccare su un divano e farsi quattro chiacchiere, socializzare ecco, e non ritrovarsi trascinato al deck di allenamento.

"È socializzare anche questo" gli fece notare Shiro, finendo di sistemarsi la maglietta bianca coi bordi arancioni.

"Mi piace parlare con le persone, non ricevere lividi" si impuntò il paladino blu.

"Se allenassi di più quelle belle gambe per sfuggire ai tuoi avversari prima che ti atterrino non saresti così lamentoso, fratellino" continuò Veronica, dandogli un buffetto in testa.

"Da quando in qua a te piacciono gli sforzi fisici!? Pensavo mi appoggiassi! Dov'è il sangue McClain!" protestò Lance, incrociando le braccia.

Veronica sorrise maliziosa. "Sei tu che ti perdi il lato divertente di tutto questo, Lancey. Prendiamo per esempio Shiro."

"Eh?" chiese quest'ultimo, sentendosi tirato in mezzo. Veronica gli fu al fianco, ma sembrò allo stesso tempo ignorarlo continuando a rivolgersi al fratello.

"Quando facciamo questi allenamenti puoi vedere più da vicino questi muscoli flettersi" e per sostenere la sua tesi, piegò il braccio umano di Shiro, indicando i deltoidi che si notavano benissimo anche da sotto la stoffa. "Capisci? Pensa a quando vieni afferrato in una presa al collo così" e simulò suddetta presa, trovandosi addosso al Capitano che ancora non capiva dove tutto stesse andando a parare. "Ti assicuro che qua dietro sento un sacco di cose interessanti."

"Veronica!" sbottò Shiro, realizzando e facendosi indietro con gli occhi sbarrati, ma la ragazza lo stava ignorando in favore del fratello.

"Hai capito ora? Puoi goderti questi momenti anche più di una conversazione in caffetteria."

"Sei diabolica" rispose Lance con profonda ammirazione. "Sapevo che avevo fatto bene a seguire le tue orme."

"Se dici così mi fai sentire realizzata, Lancey."



Dieci minuti più tardi, un ancora rosso in faccia Shiro stava brontolando quello che avrebbero fatto quel giorno.

"Niente corpo a corpo" precisò, rifilando un'occhiataccia a Veronica e Lance, che misero su un identico broncio. "Iniziamo io e Allura con i bastoni a impulso."

Tutti si spostarono lasciando il campo ai due sfidanti.

"Attiviamo le barriere di sicurezza?" propose Hunk, memore di un allentamento in cui i lividi erano venuti anche a chi non era sul ring. La proposta fu accettata con vigorosi cenni del capo da parte di tutti.

Allura e Shiro si mossero all'interno dello spazio di allenamento come i due leoni che erano, studiandosi mentre soppesavano il rispettivo bastone. L'aria si fece tesa tra gli osservatori, mentre sul viso di entrambi spuntava un sorriso di sfida.

"Avanti, Principessa" incoraggiò Shiro, piazzandosi in una posizione di difesa.

"Come vuoi, Capitano" replicò la compagna e in un battito di ciglia gli fu addosso, con una generosa dose di forza alteana che fece vacillare la posizione del capitano. C'era ancora chi non si era abituato a vedere Shiro messo alle strette da Allura e le bocche aperte si sprecavano.

Il paladino nero reagì - Veronica, nel mentre, dette un colpetto al fratello, indicandogli i muscoli sul braccio di Shiro - e respinse la principessa, che atterrò con una strisciata trasformata in rincorsa un attimo dopo. I colpi vibrarono potenti, insieme alle piccole scariche che le estremità dei bastoni emettevano, ma senza mai andare a fondo. Il primo punto fu di Shiro, dopo diversi fendenti andati a vuoto.

"Ahi" incassò Allura, balzando indietro e massaggiandosi la coscia dove aveva preso la scossa. Shiro sorrise, facendo spallucce. La ragazza non gli fece riprendere veramente fiato. Tra gli astanti intenti a guardare c'era già chi stava scommettendo, bisbigliando cercando di non farsi sentire.

"Venti su Allura" disse Veronica, il cui sguardo non mancava un'azione.

"Trenta su Shiro" ribatté Keith, incrociando le braccia.

"Ma se neanche ce li hai trenta dollari!" replicò Lance, squadrando il compagno. "E sei in debito dalla volta scorsa che Kinkade ha atterrato Shiro."

"Lo ha lasciato vincere."

"Seh, continua a ripetertelo."

Nel frattempo Allura e Shiro iniziavano ad accusare la stanchezza, ansimando. Erano tornati a squadrarsi, camminando in circolo, tutti e due in posizione di difesa.

"Puoi fare meglio di un bot di allenamento livello sei" lo provocò la principessa questa volta.

Shiro accettò il guanto di sfida lanciandosi verso di lei. Qualcuno trattenne il fiato, qualcun altro affilò la concentrazione. I colpi furono velocissimi come i movimenti con cui si spostavano. Allura provò a spazzare le gambe a Shiro, ma il Capitano non si fece cogliere alla sprovvista, bloccando il suo bastone col proprio e creando una finestra per colpirla con una rotazione a trecentosessanta gradi. La principessa si ritrasse ed evitò per un soffio una seconda punzecchiatura elettrica. Più che un incontro di allenamento sembrava uno scontro in piena regola.

"Principessa, miri di nuovo alle gambe!" il suggerimento venne da Coran, anche lui in tenuta da allenamento, che si sbracciava dall’altra parte del ring.

"Ehi! Niente consigli!" protestò qualcuno.

Ma né Allura né Shiro stavano prestando attenzione a quello che succedeva oltre la barriera di protezione, concentrati com'erano l'uno sull'altro. Colpo, parata, colpo, parata, colpo, mancato e così via. Le magliette bianche di entrambi erano madide di sudore, appippiccicate alla pelle e vagamente trasparenti.

"Wow" fischiò Lance, rapito.

"Cosa ti dicevo?" confermò Veronica con una risatina, seguendo lo sguardo del fratello fermo su come la stoffa fosse tesa sul petto di entrambi. “Capisco la fretta nel fare tutte le divise nuove, ma il bianco… per noi è stata una scelta azzeccata” continuò, dando una gomitata goliardica a Lance.

Lo scontro sembrava dovesse durare per sempre. C’erano i primi sbadigli da chi stava intorno al ring, nonostante i due paladini fossero uno spettacolo per gli occhi; anche quando Veronica tentò un paio di volte di distrarli con commenti a toni ben udibili su come si vedessero le tette a entrambi o se Shiro avesse gli slip con i cuoricini rossi, nessuno dei due ci cascò.

Poi, all’improvviso, Allura trovò un fianco di Shiro scoperto (per fortuna o sfortuna data dal suo nuovo braccio meccanico?) e in un paio di mosse il Capitano dell’Atlas cadde di schiena sul pavimento morbido. Non paga solo di averlo atterrato, con i capelli sfuggiti dal fermaglio che si sciolsero su un lato in nuvole bianche, la principessa si piazzò sopra Shiro, piegandosi a guardarlo con un sorrisino furbetto anche col viso rosso e il fiatone.

“Hai perso!”

Tutto intorno a loro c’erano solo sguardi da beoti ammirati che si svegliarono solo quando Iverson abbaiò loro di darsi una mossa e allenarsi.


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Cow-T, quarta settimana, M2

Prompt: Dimenticarsi di qualcosa/qualcuno

Numero parole: 1024

Rating: SAFE


Fandom: Voltron LD

Personaggi/Ship: Lance, Lance/???, Lance & Veronica, Pidge, Coran

Note: primo tentativo (fallito) di Hanahaki Disease





Dopo quel mi dispiace, Lance iniziarono colpi di tosse sporadici, mascherati con qualche risolino a dissimulare, mentre la mano massaggiava il petto.

“Ti sei raffreddato?” era la domanda più frequente a cui il ragazzo aveva finito col rispondere sì, un malanno di stagione.

Erano all'inizio dell'autunno e poteva starci. Nessuno sapeva e i diretti interessati a malapena incrociavano gli sguardi, evitando quanto possibile di ritrovarsi invischiati in qualche momento di gruppo troppo invasivo. In fondo, l'universo era ancora nel suo pieno dopoguerra, i focolai Galra insorgevano e le Lame di Marmora insieme all'Atlas se ne occupavano. Lance aveva la sua nuova vita come insegnante diviso tra la Galaxy Garrison e Nuova Altea; tutti gli altri si stavano ricostruendo un avvenire, quindi non c'era da prestare troppa attenzione ai dettagli.



"Dovresti farti controllare questa tosse, dura da un po' troppo" aveva insistito Pidge durante una delle loro videochiamate. Il gesto vago di Lance stava per essere accompagnato da una delle sue battute per minimizzare, quando quella stessa tosse incriminata lo colse impreparato e più forte del solito. Dallo schermo, Pidge saltò in piedi, avvicinandosi alla webcam allarmata, ma Lance la sentiva a malapena mentre percepiva qualcosa ostruirgli la gola. Tossì così forte che credette di strozzarsi e poi avvertì qualcosa di umido nella mano.

"Lance... quello è sangue!? E quello è un pe-"

Lance interruppe la chiamata, terrorizzato. Nel palmo della mano, macchiato di vermiglio, c'erano anche dei petali blu.



I medici umani, da cui Veronica e Pidge lo portarono il giorno dopo, poterono solo riscontrare una crescita sospetta nei polmoni, ma la diagnosi finale fu di Coran.

"Lance... c'è qualcuno di cui sei innamorato che ti ha respinto?" fu molto serio nel chiederlo, e davvero molto preoccupato. L'ex paladino blu distolse l'attenzione, continuando a tenersi una mano al petto, stringendo la stoffa della maglietta col bisogno di aggrapparsi a qualcosa. La sorella gli appoggiò una mano sulla spalla per poi abbracciarlo quando lo sentì singhiozzare.

Coran spiegò che si trattava della Malattia dei Fiori. Qualcuno aveva rifiutato i sentimenti di Lance e ora questi stavano crescendo nei suoi polmoni, mettendo radici e soffocandolo poco a poco.

Anche di fronte a quella assurdità, Lance non proferì parola, ma tremò, ricominciando a tossire fino a trovarsi altri petali e un fiore completo nel palmo della mano, il sangue a sporcargli le labbra.

"È un Non ti scordar di me" riconobbe Veronica, spaventata e con le lacrime agli occhi. Prese tra le mani il volto del fratello, tentando di costringerlo a guardarla. "Lancey, hermanito, chi è questa persona? Che cosa è successo?"

Non ci fu verso di cavargli di bocca un nome. Per la prima volta, Lance era silenzioso, trincerato nel proprio dolore. L’unica cosa che disse, alla fine, fu che quella storia rimanesse tra loro; il solo pensiero che altri potessero sapere lo portò ad alzare la voce per far giurare ai tre di non dire niente, finendo col tossire di nuovo.

"Coran, qual è la cura?" chiese Pidge con gli occhi sbarrati nel vedere Lance piegato su se stesso, respirando a fatica. "Dobbiamo fare qualcosa, subito."

Allo stadio in cui si trovavano, l'unica soluzione era un'operazione di estirpazione, sperando che le radici dei fiori non avessero imbrigliato completamente i polmoni.

"Andrà tutto bene, numero tre" gli sorrise incoraggiante Coran. "Ti guariremo."

Quello che non disse a Lance, mentre lo sedavano e lo sistemavano su uno dei lettini dell'ospedale, lo spiegò alle due ragazze con gli occhi lucidi.

"Estirpando i fiori, porteremo via a Lance anche i sentimenti verso chiunque si sia confessato, insieme anche alla memoria di questa persona e... la possibilità di innamorarsi di nuovo. Mi dispiace."

"Intendi che dimenticherà completamente qualcuno?" sussurrò Pidge.

"Esatto. Come se non lo avesse mai conosciuto."

"... e non potrà più amare nessuno?" continuò Veronica in un sussurro.

"Mi dispiace."



L'operazione durò otto ore e fu impossibile che la voce non si spargesse; era pur sempre Lance, l'ex Paladino Blu di Voltron che aveva salvato l'universo e che ora era sotto i ferri, rischiando la vita e nessuno sapeva perché o per cosa.

Pidge e Veronica iniziarono a ricevere messaggi su messaggi, senza sapere cosa rispondere, troppo occupate a continuare a convincersi che tutto sarebbe andato bene.

"Veronica! Pidge! Cos'è successo!?" Shiro fu il primo ad arrivare, il giorno dopo. A lui seguì Hunk con Shay e Romelle, poi fu il turno di Matt e Keith. Tutti si erano mobilitati dai quattro angoli di galassia dov'erano, tutti con la stessa identica domanda, tutti con il terrore in viso. L'operazione era riuscita; nei polmoni dell'ex paladino blu non c'era più un singolo fiore di Non ti scordar di me e Lance riaprì gli occhi al rumore delle persone nella stanza.

Nonostante la debolezza, riuscì anche a sorridere, alzando un pollice. Parlare non sarebbe stato possibile prima di un po' di tempo, aveva spiegato Coran, così passarono a Lance un blocco e una penna.

Mi dispiace, vi ho fatto preoccupare e siete corsi tutti qui, ma ci vuole altro per ammazzarmi, scrisse, voltando il foglio verso gli astanti. Tutti risero rincuorati, per poi attende quando lo videro scrivere di nuovo, più concentrato. Questa volta, Lance non girò il blocco ma lo passò alla sorella.

Chi è quello con la tutina nera sexy e aderente?

Veronica capì all'istante.

"Lance deve riposare" annunciò, ignorando le proteste stesse del fratellino. Li fece uscire tutti e uscì anche lei.

Veronica si chiuse la porta alle spalle per poi cambiare completamente espressione. Strappò il foglio dal blocknotes, lo accartocciò e lo spinse contro il petto di Keith, fregandosene della reazione degli altri.

"Vattene da qui. Non ti azzardare più ad avvicinarti a mio fratello!" urlò feroce, tanto che Shiro e Matt dovettero mettersi in mezzo. "È colpa tua se ha rischiato la vita! È colpa tua se ora non potrà più amare nessuno! Sparisci dalla sua vita!"

Keith, senza ancora riuscire a comprendere cosa stesse succedendo, aprì il foglio accartocciato, rileggendo quelle parole scritte nella calligrafia di Lance e impallidì.

“È molto meglio se te ne vai” mormorò Pidge in tono piatto, nonostante il dolore e l’odio nello sguardo. “Per lui non sei più nessuno.”


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